Venerdì 24 Novembre ore 21:00



MELZO (MILANO) PALAZZO TRIVULZIO, SALA VALLAPERTI Via Dante Alighieri, 2
in collaborazione con
l’Assessorato alla Cultura del Comune di Melzo
e Martesana International Guitar Festival – II edizione

 

 

 

La prima parte del concerto è dedicata a opere di autori spagnoli o comunque legati alla Spagna, dal Settecento al Novecento.

Il programma si apre con due Sonate di Domenico Scarlatti, illustre esponente italiano del periodo barocco, nato a Napoli ma attivo per molti anni in terra iberica, dove fu maestro di musica della principessa (poi regina) Maria Magdalena Barbara per cui compose il monumentale corpus di 555 Sonate per clavicembalo. Le due sonate proposte ben si prestano alla trascrizione per chitarra, che ne rivela sotto una luce diversa l’inesauribile vena melodica e la sorprendente modernità armonica, talvolta direttamente influenzate dal folklore spagnolo.

A seguire un’altra Sonata, composta dallo spagnolo Fernando Sor, uno dei più importanti chitarristi-compositori del primo Ottocento, presente, oltre che in Spagna, in Francia, Inghilterra e Russia. La Sonata in do maggiore op.15/b, in un unico movimento secondo il modello dell’ouverture italiana, costituisce un bellissimo esempio dello stile giovanile del compositore, ancora influenzato da modelli settecenteschi.

Lo spagnolo Francisco Tárrega, chitarrista-compositore con solidi studi di pianoforte e composizione, è considerato il fondatore della moderna tecnica chitarristica, che mise a punto anche grazie allo stimolo fornito dalle innovative chitarre del liutaio Antonio de Torres.

Fu autore di numerose opere per il suo strumento e di innumerevoli trascrizioni. Le Quattro Mazurke, di evidente ispirazione chopiniana, sono da considerarsi tra gli esempi più significativi della sua arte.

Il percorso si conclude con L’Homenaje di Manuel de Falla, il massimo compositore spagnolo del Novecento. Unica opera composta da Falla per chitarra, il brano, scritto nel 1920, è un tombeau in memoria di Claude Debussy, scomparso due anni prima. Il breve pezzo, in ritmo di habanera, dal carattere mesto e calmo, si colloca tra le opere più importanti del Novecento chitarristico per profondità del discorso musicale e pertinenza della scrittura strumentale. Nel finale, Falla cita un frammento della Soirée dans Grenade per pianoforte di Debussy.

La seconda parte è dedicata a due importanti figure del Novecento storico: il brasiliano Villa-Lobos e il fiorentino (naturalizzato statunitense) Castelnuovo-Tedesco.

Heitor Villa-Lobos, considerato tra i massimi compositori sudamericani del secolo scorso, fu chitarrista oltre che pianista e violoncellista. La sua musica per chitarra ha innovato in maniera dirompente il vocabolario tecnico-espressivo dello strumento, proiettandolo in una dimensione pienamente moderna. I Cinque Preludi, composti nel 1940, nel pieno della maturità del compositore, sono annoverati tra i capolavori chitarristici del repertorio.

Il Rondò op.129, scritto nel 1946, è una delle numerose pagine dedicate da Mario Castelnuovo-Tedesco al grande chitarrista spagnolo Andrés Segovia. Opera poco eseguita, nonostante l’autore la considerasse tra le sue pagine per chitarra più riuscite, presenta temi di grande cantabilità e una particolarissima forma-rondò in cui ogni sezione è a sua volta articolata come un micro-rondò. Una “scatola cinese” musicale che dimostra la grande padronanza tecnica del maestro.

Andrea Dieci