Venerdì 17 Novembre ore 20:00-24:00



MELZO (MILANO) PALAZZO TRIVULZIO, SALA VALLAPERTI Via Dante Alighieri, 2
in collaborazione con
l’Assessorato alla Cultura del Comune di Melzo
e Martesana International Guitar Festival – II edizione
Prima e durante il concerto previsto per il 17 Novembre a Melzo, presso Palazzo Trivulzio, si terrà una Esposizione di 8 esemplari di preziose chitarre dell’Ottocento, facenti parte della Collezione Marco Battaglia (Milano), che saranno presentati al termine dell’evento musicale con una Visita guidata a cura del musicista. Gli strumenti, rappresentativi principalmente delle celebri Scuole di Napoli e di Mirecourt (Francia), sono i seguenti, in ordine cronologico:
1. Gennaro Fabricatore, Napoli, 1801,
appartenuta a Francesco Balilla Pratella,
padre del Futurismo musicale
2. Giovanni Battista Fabricatore, Napoli, 1807
3. Charles Roudhloff, Mirecourt (Francia), 1810 c.,
« terzina » (da accordarsi più acuta di una « terza minore »)
4. Gennaro Fabricatore, Napoli 1811,
appartenuta a Giuseppe Mazzini
5. Luigi Filano, Napoli, 1834
6. Joseph Aubry Maire, Mirecourt (Francia), 1845 c.
7. Antonio Monzino, Milano, 1850 c., modello “Legnani-Staufer”
8. Foetisch Frères (attr.), Lausanne-Vevey-Neuchâtel-Bienne
(Svizzera), 1860 c.

 

 

La chitarra è uno strumento composto da diversi materiali naturali tra cui legni e talvolta avorio, madreperla e corallo oltre ad alcuni metalli. Lo strumento che si propone all’ascolto è una preziosissima chitarra francese di uno dei migliori liutai dell’Ottocento, Joseph Aubry Maire, recentemente acquisita nella mia Collezione.

I fiori che sono incisi e in alcuni casi colorati con la china sulla “paletta” e nella decorazione della “rosetta” della chitarra, come la rosa, il garofano e la viola del pensiero, che sono la materia d’ispirazione di alcuni dei 10 brani del maggiore chitarrista del tempo, Mauro Giuliani, nell’opera che li ritrae musicalmente, sono “restituiti” al pubblico attualizzando il messaggio della musica del Classicismo attraverso la sensibilità dell’interprete che ne propone l’ascolto con il suono di un antico strumento. I brani rievocano un’ideale Arcadia, con una felicità d’invenzione che porta immediatamente a pensare a Schubert o a Beethoven che tanto amava la natura.

Proprio con un nome che ci ricorda una meravigliosa sinfonia del genio di Bonn anche la Pastorale del fiorentino Matteo Carcassi s’inserisce nel percorso del concerto.

L’acqua, nutrimento, sorgente… è inoltre ricordata nelle Variazioni sull’aria “Sul margine d’un rio” di Ferdinando Carulli, napoletano d’origine e stella di prima grandezza nella Parigi del 19° secolo: l’impressionante virtuosismo richiesto all’interprete, un vero fuoco d’artificio (che per altro è materia anche della seguente Rossiniana) non fanno mai dimenticare la semplicità e l’immediatezza delle note del tema.

Nel programma si ascolterà infine musica di Gioachino Rossini, la cui celebre struggente romanza che apre la Prima Rossiniana di Giuliani, ci restituisce con efficacia la scena del pianto di Desdemona dell’Otello di Shakespeare, seduta “al piè d’un salice”…

Marco Battaglia