Venerdì 10 Novembre 2017 ore 20:00



VAPRIO D’ADDA (MILANO) VILLA CASTELBARCO Via per Concesa, 4
in collaborazione con l’Associazione DS-59 Orienta
in occasione dell’apertura del XIX Campus Orienta,
l’Assessorato alla Cultura del Comune di Vaprio d’Adda
e Martesana International Guitar Festival – II edizione

 

 

Il programma segue il filo rosso del ricordo dell’esilio che conobbero i compositori dei brani e che ho conosciuto nella mia vita anche sulla base della memoria storica della mia famiglia.

Prière pour l’Escaladieu è una sorta di descrizione della vita monastica, dei canti, delle campane che annunciano la messa, dei passeri nel chiostro di una abbazia cistercense nel sud della Francia che fu restaurata in quindici anni e nella quale sono stato direttore artistico di un festival per sette anni…

François De Fossa nacque a Perpignan nel 1775, ebbe una vita molto complessa e produsse  un gran numero di opere musicali tra cui alcune composizioni di musica da camera di alto livello. Fu il traduttore in francese del celebre metodo del suo amico Dionisio Aguado e l’inventore, secondo quest’ultimo, degli armonici ottavati sulla chitarra. A Madrid veniva chiamato l’“Haydn de la guitarra”…

Antonio Jimenez Manjón nacque a Villacarrillo (Jaen, Spagna) nel 1866 e divenne cieco all’età di tredici mesi. Viaggiò per tutta l’Europa e conobbe alcuni miti delle sei corde del tempo come Tárrega e Barrios. Si trasferì in Argentina dove realizzò una prestigiosa carriera di docente e concertista. A Buenos Aires lo consideravano il “Paganini de la guitarra”. Suonava una chitarra con 11 corde. La sua musica è di ispirazione tardoromantica e mostra un’importante influenza del repertorio folklorico.

Juan Manuel Valderrama Blanca, conosciuto come Juanito Valderrama, fu un cantante di flamenco e un attore spagnolo. Tra le sue più note canzoni si ricorda El emigrante, che fu scritta nel 1949 in ricordo dei milioni di spagnoli che dovettero lasciare la loro patria a causa della guerra.

Le mie opere, infine, sono legate alla storia di mio padre che fu imprigionato a Mauthausen e conobbe l’esilio per 28 anni inizialmente a causa della guerra civile spagnola, rendendo omaggio a quelle figure simboliche che furono Antonio Machado, Miguel Hernandez e Federico Garcia Lorca. Preludio y Danza “Iguazù” evoca invece quel fantastico paesaggio argentino che sono le cascate omonime che mi portò a visitare un mio grande amico, il noto musicista Jorge Cardoso, un’altra figura di artista che conobbe tristemente l’esilio per motivi politici.

Juan Francisco Ortiz